"Brothers in Jail - Cielo a strisce e sogni in technicolor" in scena al teatro Giulia di Barolo di Torino

Una cella, due sconosciuti, molte confidenze e tanta buona musica dal vivo: queste sono alcune delle cose che mi vengono in mente quando penso allo spettacolo Brothers in Jail - Cielo a strisce e sogni in technicolor. Anziché raccontarvi io di cosa si tratta l’ho chiesto a Monica Carelli in questa intervista:

Tu sei una delle autrici dello spettacolo insieme a Massimo Dellacasa. Come nasce l'idea?
L’idea nasce nel 2018, dopo aver portato in scena altri 2 spettacoli di teatro-canzone, “Let me tell you a song” e “Night Radio”, che hanno avuto un grande successo di pubblico e replicato per 3 stagioni. Nei precedenti spettacoli, la musica è stata l’ispirazione. In “Let me tell you a song” abbiamo raccontato la storia della musica pop dagli anni ‘40 al 2000, attraverso il racconto di un uomo che parlava di sé e della propria vita, lungo un amarcord che si intrecciava con fatti storici e politici, moda e costume in Italia, Regno Unito e USA. “Night Radio” invece vedeva in scena un dj e diversi personaggi, ciascuno dei quali con un lavoro notturno: il barista, il netturbino, la ballerina, la panettiera, la prostituta, il portiere d’albergo... che lo chiamavano in radio per raccontare un po’ di sé, della propria vita e del proprio lavoro, per poi sentire una canzone che il dj dedicava loro.
In “Brothers in Jail – Cielo a strisce e storie in technicolor”, la musica è una vera e propria colonna
sonora, che accompagna il racconto dei due carcerati. Nel ricercare una ambientazione alla storia, è stato naturale trovare ispirazione nelle pellicole cinematografiche, da “Papillon” a “Le ali della libertà”. Così siamo andati oltre e abbiamo cercato proprio nei film più famosi i riferimenti su cui costruire la vicenda dei due protagonisti.

Chi sono i due protagonisti?
I protagonisti sono due perfetti sconosciuti, costretti a dividere la stessa cella nel carcere di Suffolk
County di Boston, in Massachusetts. Uno è Vinnie, detto Caino, in carcere perché, da quando aveva 15 anni, lavora per la malavita. L’altro è il giovane Bobby, analista in sicurezza informatica diplomato al MIT.
Tra i due nasce una grande amicizia...
Quando il secondino Paul Edgecombe chiude la porta della cella, Bobby e Vinnie cercano un modo per convivere. E lo trovano, quando iniziano a scambiarsi ricordi, racconti e confidenze, in un viaggio che li porterà inaspettatamente a cementare una vera e profonda amicizia. Infatti, come dirà anche la voce fuori campo del secondino, è raro che due detenuti così diversi fra loro riescano ad andare così d’accordo. Forse una parte del loro passato difficile li accomuna più di quanto si possa immaginare.

In che modo i film e la musica diventano protagonisti dello spettacolo?
Brothers in Jail - Cielo a strisce e storie in technicolor è uno spettacolo musicale in due atti.
La vicenda si svolge nella Boston dei giorni nostri, ma i racconti di Bobby e Vinnie portano a passeggio lo spettatore tra l’America degli anni ‘70, tra storie di malavita e ricordi di infanzia, fino agli anni ‘90 tra storie d’amore nate in un night club, colpi grossi al Casinò, truffe informatiche e cucina italiana. Ogni storia nasconde citazioni e riferimenti a trame, dialoghi, personaggi emblematici che hanno fatto la storia del cinema.
La musica diventa protagonista grazie alle più famose colonne sonore cinematografiche eseguite
rigorosamente dal vivo durante lo spettacolo dalla band Sister Mo & the Brothers.
Ci presenti il cast? Da quanto tempo esistono i Sister Mo & the Brothers? Come sono nati?
Vinnie e Bobby sono interpretati rispettivamente da Umberto Procopio e Paolo Bergonzi: non solo attori, ma anche autori e registi, due straordinari professionisti dal bagaglio impressionante, con alle spalle una formazione di alto livello consolidata da ben più di 20 anni di esperienza, non solo teatrale ma anche cinematografica e televisiva.
La band è nata nel 2023 proprio pensando a dare una colonna musicale a questo spettacolo. Dapprima con Davide Bosco, tastierista e vocalist, e Raffaele D’Urzo, batterista, ai quali si sono aggiunti successivamente Davide Vevey alla chitarra e Mauro Loprevite al basso. Ovviamente Monica “Sister Mo” Carelli è alla voce L'entusiasmo per il progetto, la grande professionalità e le spiccate qualità tecniche ci hanno permesso di creare da subito un gruppo unito e determinato a realizzare al meglio questo sogno.
Sotto la direzione musicale di Davide Bosco, dopo un anno di prove, siamo stati in grado di interpretare e riarrangiare il variegato programma musicale dello spettacolo.

Quando e dove andrà in scena lo spettacolo?
“Brothers in Jail” ha debuttato al Teatro Comunale di Cambiano il 22 febbraio 2025 e torna ora a replicare il 29 marzo al Teatro Giulia di Barolo di Torino.
Per quale tipo di pubblico è adatto?
E’ uno spettacolo adatto a tutti quelli che amano il cinema e la musica. Chi ha più di 30 anni sarà
sicuramente più abile nel destreggiarsi fra citazioni, riferimenti, trame e canzoni (a Cambiano, il pubblico faceva a gara ad indovinare film e canzone in base a quanto succedeva in scena!), ma è davvero uno spettacolo fruibile da tutti.
Grazie per aver raccontato tutto su Donneingamba.com
Grazie a te! Vi aspettiamo numerosi il 29 marzo al Giulia di Barolo, in piazza Santa Giulia 2 bis.
Per prenotare, www.teatrogiuliadibarolo.com oppure inviando una email a brothersinjail@gmail.com

 

Paola Giannessi